"Non ci si può difendere dalla tristezza senza difendersi dalla felicità" J. S. Foer. E viceversa.

"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
Wayne07 in La conquista dell'un...
Expecting in Commetto ancora l'er...
fedescalfi in Commetto ancora l'er...
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correre
cose preziose
dal mio diario
dialoghi alcolici
dimenticare
dreams
economia domestica
faccio versi
grandi progetti
guanti di raso
incontri
la scuola-ola
lecorna
libri
ma anche no
mah
mi frullava in testa
miseria e nobiltà
occhi
oggi
pappa
parole mie non mie
pasticcini ripieni
pensieri e parole
potevo anche risparmiarmelo
ricordare
se mi guardo allo specchio
segretarie
storie
superfici riflettenti
teardrops
velleità
vicini
waiting for
visitato *loading* volte
Da qualche parte bisogna pur iniziare...
Commetto ancora l'errore, a volte, di aspettarmi qualcosa dagli altri.
La pago sempre.
Ma imparo.
.



Studia Superficialità Applicata alla Facoltà di Frittologia.
E' molto molto indietro col piano di studi.
Ha tentato di diventar velina. Mi dispiace, non sei abbastanza superficiale - le han risposto alla primissima selezione.
Ha provato a mescolar le lacrime con un siciliano di fuoco. Cazzo, lo sapevo che non eri abbastanza superficiale - ha commentato indispettito lui.
Ha cercato proseliti. La superficialità ci salverà tutte, credimi - ha concluso con fare profondo.
Un fallimento su tutta la linea, insomma. Potremmo, certo, per farle piacere, insinuare che sia un poco superficiale, ma sarebbe una bugia come affermare che stiam parlando di una ragazza danese bionda di 180 cm di altezza.
Certi frutti, coi capelli neri come le more mature, son destinati loro malgrado alla consapevolezza e allo smaronamento. Sic est.
Però mi chiedo e ti chiedo, stronzetta, potevi avvisarmi che andavo ad incontrare un'altra tettona, si o no?
.
L'ho chiamata Trilly.
Come vedete è una gattina dolce e tranquilla...


Cinque minuti ogni quattro ore circa.
Il resto del tempo lo passa assaltando con successo qualsiasi oggetto in movimento, compresi i capelli e le ciglia, o oggetto inerme (poltrona, divano, tazza della colazione di WinterMum).
Sto cerando di spiegarle la differenza fra amico (Winter) e nemico (SporcoCane).
Quando sarà addestrata sarà un'arma micidiale.
WinterMum soffre.
Dimessa il 26 giugno dal reparto di neurochirurgia, la sua convalescenza è stata un campo minato.
La povera vecchina si era convinta che l'intervento che era felicissima di affrontare fosse una passeggiata.
Forse perchè il chirurgo, che l'aveva visitata quasi un anno fa, disse qualcosa come Signora, ma perchè continuare a soffrire? Complicazioni e rischi non ce ne sono, in due giorni è in piedi?
Forse per questo, sì.
Forse perchè la vicina le disse Oh, la mia zia l'ha fatto e il giorno dopo era in giro che aiutava gli altri degenti (ma forse non era la spina dorsale, forse era il ginocchio, ricorderà dopo)?
Anche questo svarione può avere avuto il suo peso, sì.
Ad ogni modo, la degenza è durata dieci lunghi giorni, durante i quali la WinterMum ha subito la qualunque, compresa l'onta di diversi attacchi d'ansia con vomito e respiro bloccato.
Dimessa, accolta a casa da una figlia il cui secondo nome è Sacrificio e il terzo Pazienza, si è ripresa, lentamente.
Tranne che per il dolore. Lancinante, in alcuni giorni, tanto da non farla dormire.
Con la complicità della figlia, nel cuore della notte, ha miscelato diversi cocktail potenzialmente letali ma molto colorati composti da antinfiammatori-antidolorifici-sonniferi. WinterMum non è morta, il dolore nemmeno.
Ed ecco che finalmente torna dalle ferie il fidato medico di base.
Visista domiciliare immediatamente richiesta dalla sofferente.
- Signora non mi si preoccupi che è tutto normale. Il nervo, vede, il nervo non è più compresso ma pensa di essere ancora compresso. Ci vuol tempo. E poi il Lyrica funziona dopo venti giorni, eh! Certo, lei deve star meglio, lo dico anche io, certo lei deve dormire. Zac zac, ecco qui due ricettine. Un bell'ansiolitico al posto del suo sonnifero chè tanto ormai è assuefatta! C'è anche un lecca-lecca. Lo succhia finchè il dolore passa. Non ne abusi, mi raccomando!
Ed è così che un'ignara, candida Winterblossom si reca con le ricette dal farmacista.
Il farmacista la guarda, la soppesa.
-Carta d'identità, per favore
- Ma non sono per me, io...
- Carta d'identità di chi ritira lo stupefacente.
Faccia stupefatta.
- Ah ah ah (WInterblossom ride sempre a queste battute).
- ...
- Aaaah! Il lecca lecca!
- Carta d'identità
- Sì, ecco, ecco, è la prima volta, ah ah ah!
Sì perchè, e qui mi duole doverlo ammettere, Winterblossom non ha mai avuto modo di conoscere lo sterminato, variegato campo della sostanza stipefacente. Non ha mai neppure dovuto esibire un'innata virtù campagnola nel rifiutare alcunchè.
Semplicemente, a Winterblossom nessuno ha mai offerto niente.
Neppure lei si capacita di come sia potuto accadere. Forse la sua faccia da Mangio la mela coi libri di scuola non me ne devo vergognare. Forse.
Dunque: WinterMum è felice. Dorme, lei. Ogni tanto ciuccia il lecca lecca e sogna. Praticamente vivo con una tossica.
E io, insomma, io...qualcuno mi vuole offrire una canna o devo morire così, virtuosa e ignorante?
.
Ok, mi ero stufata del template, però non credo che Splinder lo sapesse....
Cos'è 'sto verde oliva?
Dove sono le mie montagne?
Non verrà il giorno in cui raccontando potrò ricordare senza piangere, e allora che sia oggi.

La mattina del 7 settembre mi ha svegliato il tuo respiro
e ho capito che era l'ultimo giorno. Tutto inutile, inutili le flebo, inutili i farmaci, inutile.
E tu eri sdraiata nella cesta con le zampe gonfie di liquido e e gli occhi chiusi e la fatica
E allora
mi ha soffocata la consapevolezza che quello che iniziava sarebbe stato il tuo ultimo giorno, Doralice
ma io avevo bisogno di più tempo
per convincere le mie mani a farlo e il pensiero
e le ore sono gocciolate via fino a sera
e quando è stata notte, e noi sole, ti ho fatto sdraiare su un panno pulito, lo stesso che avrei poi usato per proteggerti dalla terra
e siamo andate fino dal veterinario
dalla mia bocca un lamento sottile fra i denti stretti
Suonato alla porta,
dalla tensione dei muscoli del petto ha capito, grazie a Dio, perchè io non sarei riuscita a pronunciare quelle parole
aspetta qui, ha detto con dolcezza
poi è tornato e ti ha fatto un'anestesia
ed è uscito di nuovo
e io, davanti all'acciaio lucido del tavolo operatorio ti ho tenuta fra le braccia come un bambino, mentre ti addormentavi
Ancora poco, ti soffiavo nelle orecchie ancora poco e sarà finito questo strazio durato troppi giorni
è tornato
è pronta, ha detto
eccola
e lentamente
in silenzio
sei morta con la testa tra le mia mani, Doralice
e mi sono ritrovata a casa, senza neppure sapere come,
sono scesa in cantina, ho preso la vanga e nel buio del fango delle mie lacrime
ho scavato
cercando con le mani fra le radici e i sassi del giardino
cercando il riposo per te
Doralice
e poi ti ho portato fuori
c'era un poco di vento
e non potevo convincermi a metterti lì sotto, non potevo, allora ti ho tenuta appoggiata alle mie gambe
sono io a scaldare lei, ho pensato
il pelo è soffice
e
freddo
e non c'era nessuno a vedere quella stupida disperazione
nessuno a dire parole sagge e taglienti
nessuno a sentire l'ostinazione del pianto
il buio
ho preso aria nei polmoni
e ti ho messa dentro la buca
nell'assurdità di tanta disperazione ho sigillato la tua carne con la terra umida
Doralice.
E oggi è arrivata lei, e io quasi non so dove sia l'amore che mi univa a te
non è più possibile, no, davvero
oggi è arrivata lei
e non riesco a trovarle neppure un nome
non avrà mai i tuoi occhi
io
non avrò mai più gli stessi occhi.

La cacca del vostro cane non si smaterializza. Non verrà teletrasportata su un altro pianeta.
Per quanto lo vorreste, non si decomporrà nemmeno da sola. Perchè torni a far parte del ciclo naturale e diventi qualcos'altro, qualcosa di innocuo e inodore, passerranno settimane, mesi, anni.
La dovete raccogliere e smaltire. Voi. Sì, lo so che l'ha fatta lui, ma la dovete raccogliere voi.
La cacca del vostro cane non favorisce la crescita dell'erba, come inopinatamente e ingenuamente suggerisce qualcuno. Una cacca di cane lasciata nella sua sede di deposizione brucia l'erba sottostante. Quando toglierete infine la cacca, troverete dei fili giallastri e velenosi.
Insomma, se dovete trovare una scusa che giustifichi la mancata raccolta del rifiuto organico, non pensate alla palla del concime biologico.
Non passate la taglia-erba prima di avere appurato che ogni cacca di cane sia stata raccolta. Non vi conviene. E non fingete di non averla vista per non doverla raccogliere: quando sarà frantumata dalle pale insieme alla tenera, profumata erba, capirete perchè le taglia- erba non sono generalmente utilizzate per altro che per tagliare l'erba.
Il vostro cane non è stitico. Non lo sarà mai. Se cercate di variare la sua dieta per diminuire la produzione fecale quotidiana, che voi ritenete certamente eccessiva e offensiva del senso della misura che vi sta tanto a cuore, sappiate che otterrete solo un' abbondantissima diarrea.
Il vostro cane non mastica nè metabolizza il mais. Non utilizzate il cane come pattumiera per i vostri avanzi a meno che non vogliate vedere del mais intero (esattamente uguale a quello che avete mangiato a cena nell'insalata) artisticamente frammisto alla materia fecale. Potrebbe essere uno shock, ma anche interessante. Dipende da voi.
Infine.
Il vostro cane non è un gatto. Anche guardandolo intensamente e minacciosamente non comincerà a cacare in igieniche graziose buchette del terreno.
Rassegnatevi.
Io non l'ho fatto, ma voi siete migliori di me...
.
Sono stanca
così stanca che dormirei in macchina, mentre guido.
L'erba del prato è diventata così alta che non riesco a trovare le cacche di SporcoCane. Dove sono quei dannati scarafaggi stercolari quando uno ha bisogno di loro? Eh?
Gente, non vi sto dietro. Smettete di scrivere, per qualche giorno, fatelo per me...
Sì?