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"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
winterblossom in Questione di scelte
cinas in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
Bostoniano in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
giapatoi in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
superpomettomel in Questione di scelte
xanthippe in Questione di scelte
gattosecco in Questione di scelte
Anima Inquieta
bosco di viole e ciclamini
desillusion
diazepam
essenzialmente inutile e assolutamente innocente
gattosecco
Giapatoi
Mammaepoi
Mint
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bestie
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darkness and colours
dialoghi alcolici
dimenticare
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economia domestica
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la scuola-ola
lacquisto del secolo
lecorna
libri
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mah
mi frullava in testa
miseria e nobiltÃ
non ho i soldi per la psicoterap
occhi
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perfidia
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potevo anche risparmiarmelo
ricordare
se mi guardo allo specchio
segretarie
senza vergogna
storie
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teardrops
the boh side of the moon
the fond of the baril
un passo dietro laltro
utente anonimo
velleitÃ
vi spezzo le zampine
vicini
waiting for
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Io capisco che morire per colpa di una buca sia poco dignitoso. L'asfalto che si avvicina fino a diventare parte delle cellule epiteliali della tua faccia, le ossa delle spalle e del cranio che si scheggiano nel delirio delle escoriazioni, il manubrio che si incunea fra l'inguine e la coscia.
Lo capisco, davvero.
Ma non credi, cazzuto ciclista che per un caso - e non certo per l'efficienza dello sterzo della Matiz che pare incollato con l'adesivo per dentiere - non sei stato investito, non credi, dicevo, che pure morire rimbalzando tra il mio cofano e il mio parabrezza sia evento da evitarsi?
Come mesi fa.
Niente è cambiato. Ci guardiamo, camminiamo per le strade di Verona guardandoci, stupiti della leggerezza del passo senza lo zaino sulle spalle. Ridiamo. Ricordiamo e ridiamo. Di tutte le volte in cui mi sono persa, ad esempio. Dei fili che pendevano dalle vesciche. Ridiamo per la felicità di guardarci ancora negli occhi.
Il rammarico per non essere stata sola, io che ero partita per camminare preceduta solo dalla mia ombra, si è sciolto nella direzione di quegli sguardi.
Un'esperienza come quella del Camino può, in effetti, cambiare una persona. Non credo, ma chi può dirlo, conferire il dono dell'ubiquità.
E infatti si compiva nelle stesse ore, in un altrove molto prossimo al luogo di partenza della nostra pellegrina, un misfatto.
A maggio, ricorderà poi Winterblossom, venne scattata una foto.
"Cancellala! - esclamò la piccola vedendola - si vedono solo le costole!"
"Appunto. Potrebbe servirmi." Ribatte con voce gutturale e compiaciuta la creatura da dentro un muschioso guscio blu.
E sabato, per l'appunto, quella foto, non chiamiamola prova nè testimonianza quanto piuttosto immagine mistificatrice e ingannatrice e subdola, circola. Fra vino e gnocco fritto.
Pure a Verona son circolate delle foto.
Di una delle quali mi servirò, per l'appunto, per mostrare al mondo con definitiva chiarezza che non sporgono solo le costole.
Il boccone era amaro e bello grosso.
Per qualche minuto ho pensato di sputarlo, sputartelo in faccia, stupida stronza.
Poi l'ho mandato giù, come sempre.
Però il richiamo della natura, della terra, è sempre più forte. Potrei partire e finire il Camino. E fanculo il lavoro.
A margine di questo sfoghetto, rosso e purulento come un'improvvida dermatite allergica, faccio notare che domani varcherò un confine di regione, verso est, mentre qualcun'altra varcherà il medesimo confine, ma in senso opposto.
Starò appiccicata al finestrino per veder passare un lampo blu. E per schivare i proiettili.
- E come si chiama questo strumento?
- La fustella.
- Già...Come quella che si usa per bucherellare i cartoncini, a scuola.
Mentre guardavo il calzolaio lavorare sui miei stivali pensavo che le mie mani hanno bisogno proprio di questo. Un'occupazione sapiente e semplice. La saggezza delle dita e degli strumenti.
E invece stasera sento che ho imparato molto, ma non so ancora niente.
Dopo la pioggia crudele di ieri sembra un miracolo il colore chiassoso di oggi, ovunque.
Ho preso un appuntamento con l'oculista. Ho mal di testa da un mese e vedo appannato. Sento che con gli occhiali sembrerò dannatamente sexy.
Nella carbonara ci mettete la panna?
Quando si è gelato il tuo sorriso, quando hai smesso di credere di poter essere felice?
Gli anni sono scivolati fino a qui
quanta amarezza,
la disillusione
Winter: Spidermaaaan, tu sei l'Uomo Raaagno...
Acca Acca: Uh, Winter,conosci la canzone dell'Uomo Ragno?
Winter: Ovvio!
Acca Acca: Ma l'hai imparata adesso o la sapevi già?
Winter: No, Spiderman era un cartone che trasmettevano quando ero bambina io!
Acca Acca: Ma allora è vecchissimo...
- Come stai?
- Eh. Stanca.
- Eh. Si vede.
- Ferma ferma!
- Cosa c'è Winter?
- Nella tua ruota, guarda, scendi! C'è qualcosa!
- Tipo?
- Guarda, boh, hai investito un sacco della spazzatura? Un pipistrello di plastica? Che schifo....
- Ma. Winter. Quella cosa nera?
- Già. Hai capito cos'è? No, non toccare, potrebbe essere qualsiasi...
- Winter. Taci per carità. E' il freno.
- ...
- ...
- Stavo scherzando.
- Sì, come sempre.
"Se c'è una forza che alimenta la radice del dolore, quella è il rifiuto di apprendere al di là di questo momento"