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"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
cinas in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
Bostoniano in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
giapatoi in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
superpomettomel in Questione di scelte
xanthippe in Questione di scelte
gattosecco in Questione di scelte
LoadingMind in Questione di scelte
Anima Inquieta
bosco di viole e ciclamini
desillusion
diazepam
essenzialmente inutile e assolutamente innocente
gattosecco
Giapatoi
Mammaepoi
Mint
Neurostimolazioni Interattive
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Single o zitella
So British
Solaris
Stai perdendo il mio tempo
superpomettomela
Va bè, ma quando si canta?
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la scuola-ola
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lecorna
libri
ma anche no
mah
mi frullava in testa
miseria e nobiltÃ
non ho i soldi per la psicoterap
occhi
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pensieri e parole
perfidia
piedologia applicata
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potevo anche risparmiarmelo
ricordare
se mi guardo allo specchio
segretarie
senza vergogna
storie
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teardrops
the boh side of the moon
the fond of the baril
un passo dietro laltro
utente anonimo
velleitÃ
vi spezzo le zampine
vicini
waiting for
visitato *loading* volte
Dopo qualche minuti che li osservi, ti pare che ci sia una calma inquieta nel modo che ha di tenergli la mano.
Lui parla. Senza quasi pause, parla.
Lei lo fissa, non ti sembra distratta, non è questo. Forse lo sguardo di chi riesce ad anticipare quello che ancora non è stato detto, forse la curva delle spalle fanno immaginare che non sia la prima volta che sente quelle parole.
Guarda per qualche istante chiunque entri nel locale, come se quella piccola distrazione le permettesse, poi, di tornare a concentrarsi su di lui. Sorride in risposta ai suoi sorrisi.
Se osservi con molta attenzione il colore delle sue pupille, puoi persino capire che è senso d'estraneità, quell'ombra scura sotto gli occhi. Ha le dita fredde e arrossate, e pensa ad un uomo che non è quello che le siede di fronte.
Ricordi, più che emozioni. E domande, anche. E stanchezza, per qualcosa che è già finito.
Ad un certo punto si alzano, lui va a pagare. Lei si allaccia la giacca e annoda attorno al collo una buffa sciarpa con cappuccio, che le penzola lungo la schiena.
Sembra abbia freddo. Sembra triste e determinata. Sembra che sappia che l'unica cosa che deve fare, ora, è aggiungere un passo ad un altro passo, destro, sinistro.
E' quello che fa. Escono, fuori è già buio.
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Ho sentito le dichiarazioni del nuovo avvocato dei graziosi Olindo e Rosa da Erba.
L'esimio giurista ha così sentenziato ( più o meno, il senso è quello...)
Non ci sono prove. L'evidenza probatoria è l'unica cosa che mi interessa. In assenza di prove la mia coscienza (uella, che paroloni!) è tranquilla. Nel caso in cui fossero colpevoli, un credente può appellarsi al giudizio divino, un ateo a non mi ricordo cosa.
Premio 2008 per la faccia di culo.
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- Poi, sai com'è, la vita è fatta a scale, c'è chi scend...
- Cosa?
- La vita è fatta a sc...
- Mi pareva. Nel senso? La vita è fatta a scaglie, dicevi... Cioccolato o Pesce Arcobaleno? Oh! Ma davvero hai un modo buffo di esprimerti. Per quanto, bell'immagine. La vita è come la scaglia arcobaleno del pesce Arcobaleno. Non ti facevo così, così...Ma cos'è questa robina qui che sto bevendo?
- Appunto. La vita è fatta a scale e tu dovresti ormai sapere che non reggi l'alcool...
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Giorni come oggi.
Che Daniele comincia subito a urlare fuori il suo grido monotono e stridulo e a battere col piede sulla gamba del banco
e si rifiuta di fare qualsiasi cosa che non sia travasare le palline da un coperchio all'altro, buttandole infine a terra
e sopra a tutto la sua saliva
e poi Sabrina,
già da come si attacca alle tue gambe intuisci che il mattino è stato pesante ma meglio di come sarà il pomeriggio
e infatti ti ritrovi alle cinque e mezza a urlarle che non se ne andrà a casa finchè non avrà raccolto tutto quello che ha rovesciato dal cestino e non avrà pulito dove ha sputato
e dopo ancora, appena rientrata a casa, esausta
chiama la madre di Daniele, un'ora al telefono
non ce la faccio più non ce la faccio più, mi dice
lo so, cara,
Ho deciso di imparare lo spagnolo mandando a memoria Cent'anni di Solitudine.
Pagina 1, prime tre righe.
Mi sembra un ottimo metodo.
Muchos anos (dov'è quel piffero di accento circonflesso?) después,
frente al pelotòn de fusilamiento, el coronel ...........
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Nell'autunno del 2002, Winterblossom acquistò una Matiz (Seminuova! Occasione) usata, per la cifra di 5000 euro, pagati in comode rate (36, comode rate) da 166 euro al mese.
La scatoletta, per motivi ovvi a chiunque, è stata ribattezzata all'istante Bombolino.
Ieri Winterblossom è andata a ritirare il Bombolino dal meccanico. La poverina avvertiva un bizzoso rumorino di fondo, percepibile specie col rilascio dell'acceleratore.
Il meccanico dice qualcosa come Mah! io non sentivo nulla ho trovato un sassolino nella marmitta forse era quello però ho cambiato DELLE COSE.
Le cose hanno fatto lievitare il conto a 591 euro.
Praticamente più del valore attuale del Bombolino.
Winterblossom incassa il colpo con un sorriso di pietra sul viso d'improvviso pallido. Dice ripasserò, perchè in borsa ha trecento miseri danari, e pensava pure di comprarci qualcosina in saldo, la cretina, con quello che le sarebbe avanzato...
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La vicina C. ha deciso che il cane Tom
debba mangiare la sua pappa al mattino.
Il cane Tom è d'accordo.
Ci son problemi ad accordarsi sull'orario, però. La vicina C. ha stabilito che il pasto venga consumato verso le ore 8, dopo la sua di lei colazione.
Il cane Tom comincia ad ululare alle 6.05 tutte le mattine.
Certe volte insisto nel sostenere una tesi palesemente erronea, solo per vedere il trionfo del mio interlocutore quando finalmente cedo alla verità.
"Hai ragione tu" dico sconsolata alla fine.
Sono immediatamente ripagata dalla soddisfazione che la mia ammissione provoca.
Allora, va bene. Avete ragione voi. Contenti? Io sì...
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C'è un solo modo per eliminare lo quantità esondante di cioccolatini e biscotti e panettoni che si sono insediati nelle nostre case in seguito alle festività.
Mangiarli il più in fretta possibile.
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Pochi oggetti mi ricordano mio padre. Pochissime cose mie sono state sue.
La pipa, appoggiata ai libri, davanti a me. Qualche quaderno. L'ultimo pacchetto di sigarette. L'ultimo accendino.
E una musicassetta, di De Andrè. Verde, vecchia. Ecco, semplicemente molto, molto vecchia. Da bambina ascoltavo in continuazione quelle parole remote ed evocative.
C'è un piccolo tesoro, fra quelle parole.
Un'interruzione, la musica che viene sostituita dai balbettii di una bambina stonata.
E' la mia voce del tempo in cui anche lui era vivo.
Immagino le sue dita sollevare le mie, dal registratore. Non è un ricordo, solo la presunzione orfana di ogni memoria.
Manca la sua voce, accanto alla mia, la sua voce che chiama il mio nome.

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