"Non ci si può difendere dalla tristezza senza difendersi dalla felicità" J. S. Foer.

Eccomi

Utente: winterblossom
"I'd love to be one of those colorful early summer days When everybody is happy that you came Everybody smiles back at you as soon as your eyes cross their eyes But something has to happen first I know winter has to come before it blossoms"

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lunedì, 31 marzo 2008
Due etti di quelle fette d'arancia candita e due etti di...

Basta ammorbare l'aere con le paturnie della Winter.

Proprio per evitare che la cogliesse pure di domenica il raptus di scrivere un post lagrimoso, l'ho trascinata a Milano a spendere gli ultimi 40 euro che aveva (e la Winter prende lo stipendio il 12...) in questo:


Picture 121-1
Siccome la poverina ha seri problemi ad orientarsi nello spazio, le ho consigliato di titillare l'interesse del suo autista con la trascurabilissima e annessa fiera della birra artigianale.
Ha funzionato.

Winterblossom è felice.
Glicemia alle stelle. Felice...

.                                                                                                                                   

Postato da: winterblossom a 13:08 | link | commenti (29)
pappa

venerdì, 28 marzo 2008

Ti racconto adesso cosa è successo ieri.
Ho accompagnato la mamma all'ospedale, per gli esami prericovero. Lo stesso reparto dove è ricoverato tuo fratello da più di un mese. Il corridoio è silenzioso, le pareti azzurre. Le infermiere gentili ma perentorie
no adesso non è orario di visita
Finiti gli esami usciamo dalla porta laterale, quella di fianco alla chiesa.
In fondo alla strada la vedo, la riconosco dai capelli prima ancora che dal viso
la mamma di Alberto
Non la vedo da più di un anno.
Mia madre si irrigidisce, mi stringe il braccio, pochi passi e.
Per quasi un'ora ci parla di Alessandro. Quello che dice, quello che non dice, mi fanno pensare, a tratti, che la morte sarebbe stata la sorte più clemente, per lui. Bisogna aspettare, aspettare per sapere.

L'aria è gelida, il sole caldo. Mi stringo la giacca intorno al collo per poi accorgermi che sto sudando.
Io sono in mezzo a loro.
Le guardo e penso che avrebbero dovuto essere le nonne dei miei bambini.

Silenzio. Ci salutiamo, quasi. Poi
Non lo vuoi proprio più il mio Alberto, dice

Mi guarda dritta negli occhi, io allora comincio a spostare dei sassolini raccolti in una buca dell'asfalto, col piede sinistro.
Non riesco a costringermi a dire niente.
E' stata una decisione che abbiamo preso insieme. Ho paura di mettermi a piangere e respiro lentamente.
Non so, non credo...Sei felice, almeno tu, sei felice?
La mia bocca si stringe. No che non sono felice. La felicità è una cosa che non si può nascondere dietro le labbra, penso. E' un'altra cosa, questa.
Ma continuo a tacere, le mani ficcate nelle tasche, la testa china come se avessi qualcosa da nascondere, qualcosa di cui vergognarmi.
Gli voglio bene come l'ultimo giorno in cui siamo stati insieme, sussurro, o grido, è lo stesso.
Alzo la mano sinistra
Porto ancora l'anello che mi aveva regalato

Ancora e ancora mi chiede se sono felice, se almeno la mia vita ha trovato la propria direzione.
Sono così tante le parole che dovrei dire che mi limito a spostare gli occhi, fino a fissarli nei suoi, perchè almeno capisca qualcosa guardandomi.

Poi ci salutiamo.

.                                                                                                                                


Postato da: winterblossom a 13:10 | link | commenti (20)
incontri, pasticcini ripieni

giovedì, 27 marzo 2008
La marcia dei bisonti

Ditemi se questa non è la cosa più divertente che vedete da molto molto tempo...
Nella mia cassetta della posta, oggi.

Picture 115

Postato da: winterblossom a 13:21 | link | commenti (22)
mah , occhi

mercoledì, 26 marzo 2008
Informazione di servizio

Nel caso in cui la vostra sorellina, che vive sola, venga colpita nel cuore della notte da un bellicoso virus gastrointestinale
e telefoni agonizzante la mattina dopo
e voi decidiate che il minimo che potete fare per lei è comprare i fermenti lattici e preparare dell'abbondante tè caldo molto zuccherato
nel caso in cui decidiate di affrontare l'alto rischio di contagio per portarle soccorso e che quindi imbottigliate, ancora molto caldo, il tè di cui sopra per costringerla a reintegrare le sue risorse idriche

sappiate
che al primo stop
il tappo della bottiglia del tè imbottigliato caldo
esploderà
e che il tè, un litro per la precisione, inzupperà la vostra matiz di un delizioso liquido ambrato
che attirerà a milioni gli insetti che aspettavano solo un segnale come questo per risvegliarsi.

E comunque il tè se l'era già preparato da sola.

.                                                                                                                         

Postato da: winterblossom a 12:53 | link | commenti (28)
oggi, miseria e nobiltà

martedì, 25 marzo 2008

* KURT VONNEGUT, Mattatoio n. 5

Postato da: winterblossom a 20:21 | link | commenti (16)
libri

Pasqua con i tuoi

La mattina di Pasqua. Winterblossom e la di lei madre sono sedute al tavolo della cucina. La mamma sospira sospirosa.
(La parte del dialogo sostenuto dalla mamma è tradotto dal dialetto lombardo all'italiano per facilitare la lettura).

- Non hai dormito bene?
- Ehhh, pensieri...
- Cosa c'è, mamma? E' Pasqua..
- Tua sorella, pensavo a tua sorella. Vedrai che lascia anche questo. Io gliel'avevo detto. Guarda che lui ha un bambino piccolo, ci saranno dei problemi e...
- Non puoi dirlo adesso. Perchè devi farti venire l'ansia per cose che non sono ancora successe?
- Ehhhhhhhhhhhh Ahhhhhhhhhhh. La famiglia, la famiglia....
- Ci risiamo. Vuoi qualche goccina del tuo lexotan? Ascolta, mamma, prova a pensare come si deve sentire oggi...
- Eh no! Non ricominciare con la storia di quelli che stanno peggio. Ho capito dove vuoi andare a parare. Queli lì son casi estremi. Io penso alle nonne che oggi faranno Pasqua con i loro nipotini.

- ...

Winterblossom, capite, non ha niente da replicare.
Non ha niente neppure da rimproverare a sua madre. Le persone hanno desideri e necessità semplici, dopo tutto.
E, per fortuna, in casa ci sono decine di ovetti di cioccolato...


.                                                                                                                            

Postato da: winterblossom a 13:06 | link | commenti (11)
economia domestica

domenica, 23 marzo 2008
Polvere

Secondo la tradizione ebraica, nei giorni che precedono Pesach la casa deve essere mondata da ogni traccia di lievito.
Io guardo la mia faccia riflessa nello schermo e penso
a quanti granelli di lievito stantio continuano a gonfiare i miei vecchi ricordi
penso
a come lavare i ripiani della memoria

nutrirmi di azzimi fino a quando sarò pronta per la stagione nuova.


.                                                                                                                     

Postato da: winterblossom a 11:19 | link | commenti (14)
oggi, superfici riflettenti

venerdì, 21 marzo 2008

ECCE HOMO

daumier Ecce homo

Postato da: winterblossom a 10:11 | link | commenti (17)
oggi

giovedì, 20 marzo 2008
Niente da dichiarare

Due giorni fa ho ricevuto il CUD. Una raccomandata con ricevuta di ritorno, come se ci fosse un solo lavoratore in Italia interessato ad essere titolare del mio reddito.

Apro la busta, spiano sul tavolo le quattro pagine del documento.

Oh miooooooo diooooooooooooooo.
Ci deve essere stato un errore, devo subito telefonare in Cooperativa, va bene la miseria ma questo è...


Winterblossom, si sa, ha dei trascurabili problemi con la matematica. Di recente ha subito dei lutti, essendo perita miseramente la sua idea di scoprirsi genio latente della logica.
Però sa ancora fare semplici moltiplicazioni, persino a mente!
Bene, non ci si crederà, ma moltiplicando per dodici il suo stipendio mensile si ottiene esattamente la cifra indicata nel suo CUD.

Posso solo sperare di schiattare prima dell'età della pensione.

-                                                                                                                         

Postato da: winterblossom a 13:31 | link | commenti (41)
miseria e nobiltà

mercoledì, 19 marzo 2008

Alle scuole elementari io e mia sorella imparavamo la poesia per la Festa del Papà.
Facevamo il lavoretto per la Festa del Papà.

Poi recitavamo e consegnavamo alla mamma. Non ricordo di averne mai sofferto particolarmente.
Mi domando invece, adesso, quanta forza dovesse avere mia madre per accogliere quei doni senza padrone, quella cantilena sdolcinata senza destinatario.

Oggi non sono neanche andata al cimitero, cazzo.

.                                                                                                         

Postato da: winterblossom a 20:53 | link | commenti (9)
pasticcini ripieni