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"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
cinas in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
Bostoniano in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
giapatoi in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
superpomettomel in Questione di scelte
xanthippe in Questione di scelte
gattosecco in Questione di scelte
LoadingMind in Questione di scelte
Anima Inquieta
bosco di viole e ciclamini
desillusion
diazepam
essenzialmente inutile e assolutamente innocente
gattosecco
Giapatoi
Mammaepoi
Mint
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perfidia
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potevo anche risparmiarmelo
ricordare
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segretarie
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teardrops
the boh side of the moon
the fond of the baril
un passo dietro laltro
utente anonimo
velleitÃ
vi spezzo le zampine
vicini
waiting for
visitato *loading* volte
Detto

Fatto.
Son tre anni che lo punto, come un cane da caccia il suo fagiano.
Dal giorno in cui si presentò ai ragazzi di prima media. Ohhhhhhhh che spalle, ohhhhhhhhh che occhi, ohhhhhhhhhh che capelli che barba che falcata elastica!
Non il fagiano, ovviamente: lo psicologo che tiene uno sportello d'ascolto per i ragazzi che abbiano qualche disagio (vogliano saltare la lezione) e sentano la necessità di avere un colloquio con lui, in una oscura stanzetta provvidenzialmente ubicata accanto al bagno degli insegnanti.
La sorte beffarda volle che io e lui fossimo presenti a scuola nello stesso unico giorno, il mercoledì.
Winterblossom, si sarà forse intuito, non è propriamente un felino che atterra la sua preda affondando i canini nella giugulare. Winterblossom è del tutto sprovvista di tecniche di avvicinamento e conquista del maschio. Winterblossom, come modello femminile di seduzione, si colloca a metà fra il gattino bagnato di una vecchia pubblicità della Barilla e la mamma che sforna crostatine del Mulino Bianco.
Lo psicologo, tale Francesco (presumo abbia anche un cognome), in tre anni di fuggevoli incontri nei corridoi non sembra essere stato fulminato da nessuna delle mie implicite nè esplicite doti muliebri.
Per mandare un chiaro segnale di interesse, ho allora sincronizzato le sue uscite dalla stanzetta delle udienze con le mie fuitine al bagno.
Esce per raccogliere i bigliettini dei ragazzi? Eccomi lì, con la mano sulla maniglia del bagno. Furtivamente s'interrompe per la sigarettina di metà mattina? Winterblossom sta proprio tornando in classe sistemando ammiccante la camicia dentro i pantaloni.
Deve fare pipì? Dovrà aspettare che IO abbia fatto pipì, aperto la porta e oh che coincidenza prego venghi ho finito.
Winterblossom, questa mattina, ancora non si capacitava di come avesse potuto fallire un corteggiamento tanto assiduo e sfacciato.
Questa mattina era l'ultima mattina utile, perdiana!
Tentare il tutto per tutto. Schiena dritta, petto in fuori (in fuori ho detto!), sorridi, leggiadra, vezzosa...
Ahhhh, una torbida botta di irrefrenabile passione, qui, nell'angolo cieco fra il corridoio del bagno e la presidenza, balsamo lenitivo di questi giorni melmosi e grigi...
Eccolo.
Avanza deciso, brrrrrrrrrr, brividini, spasmodica attesa.
Ma, lo sento subito, non accadrà nulla di diverso dal solito. Infatti, poco prima che ci incrociamo, per l'ultima volta nella vita, comincio a fissare un interessantissimo centimetro cubo di puro vuoto sospeso fra le sue spalle e il muro
e
dalla mia bocca esce il solito, inutile
ciao.
.
A volte ho una tale malinconia di te
che non mi importa se non mi ami.
Non mi importa
nemmeno
di non amarti.
.
Si può sopravvivere ai sogni molesti alle domeniche noiose ai film angoscianti alle recite scolastiche ai marosi ormonali ai fottuti ricordi
ma
se non smette di piovere
io non rispondo più delle mie azioni.
.
* H2, 1-34, manga di Mitsuru Adachi.

- Ci ho pensato questa notte. La tua lettura del finale non mi convince.
- Come no? Adesso mi sei diventata un'esperta di fumetti?
- Ascolta. Tu dici che nell'ultima partita Hiro entra nell'età adulta, smette di essere un "ragazzo del baseball" e diventa l'eroe che sconfigge Hideo andando oltre se stesso. Hideo sceglie Hikari, come Hikari sceglie Hideo, Hiro sceglie il baseball. Hiro vince perchè legge completamente nella mente del suo avversario, Hideo, e sa quale lancio tenterà di battere.
- Dunque?
- Sai, quando Hiro e Hikari si incontrano per l'ultima volta, vicino al mare? lei gli dice addio e lo supplica di vincere. Per tre volte gli chiede di vincere, e glielo chiede piangendo. Secondo me la vittoria di Hiro è l'unico evento che le permetterà di continuare a stare con Hideo per quanto sia invece innamorata di Hiro.
- Ma così tu svilisci la scelta di Hikari!
- No, non hai capito. Hikari è innamorata di Hiro, non di Hideo. Ma sarebbe inconcepibile per lei lasciare Hideo per stare con Hiro, specie considerando l'amicizia fra i due. Se dovesse essere Hideo a vincere la sfida sportiva che i due aspettano da anni, però, lei potrebbe sentirsi "autorizzata" a risarcire Hiro per la sconfitta, ricompensandolo col proprio amore. Ma poichè questa scelta è inconcepibile per tutti e tre, lei spera con tutto il cuore che sia Hiro a vincere, come infatti accade.
Si, sto parlando di un fumetto, non della mia vita...
Ironico, profondo, commovente, coinvolgente. Sempre il fumetto, dico...
.
Diciamoci la verità, una buona volta.
Una donna che deve preparare un coccodrillo di due metri e onde schiumose e barche per quarantadue bambini corredate di remi e maniglie
questa donna
può perdere tempo a pensare all'amore passato presente e futuro? Si crede forse costei una novella Scrooge del piffero?
Ma non credo proprio, insomma...
...If you see a crocodile, don't forget to scream!
Arghhhhhhhhhhhhhh!
.
La sorprendente primavera del 1998, quella in cui mi sono lasciata amare, per la prima volta, da un uomo.
La felicità che mi ha colmata è stata inaspettata e commovente e mi ha lasciata senza difese.
Per questo, dopo un tempo che mi sembrò brevissimo, mi sono ritrovata sminuzzata da una solitudine che non avevo ancora conosciuto prima di allora, io che ero sempre stata sola. Lui era fuggito da se stesso per un tempo ancora più lungo di me e il suo ghiaccio era più tenace del mio, la sua paura più fonda, la sua fuga definitiva.
Anni di un dolore che non riesco quasi a ricordare, ma che trovo inciso parola per parola sulle pagine dei miei quaderni.
Giornate intere che si consumavano nello spazio breve di una telefonata, di un invito, di un rifiuto.
Lontano da ogni senso che non fosse l'attesa.
E poi sono passati gli anni, e abbiamo continuato a stare insieme, in un regno immobile che non era amore, forse, ma nemmeno dolore. Eravamo noi.
Poi . Basta.
E io ho conosciuto un altro, subito dopo, un altro che mi ha amata presto con la forza senza esitazioni che avevo atteso per nove anni. Mi sono innamorata del suo amore e del suo desiderio, non di lui.
L'imponderabile. La furia che ti ha preso, amore, dopo che hai saputo di lui. La rabbia e la tristezza e l'umiliazione, la stessa che mi aveva piegato sotto le tue carezze distratte. Cosa è stato?
La tua bocca, quando mi hai detto di avermi tradita, la tua bocca che supplicava ti prego dimmi che mi vuoi ancora bene.
i tuoi occhi e le mani
Ma non è succeso nulla: il caso, le nostre scelte, forse. Più probabilmente, il ricordo di cosa c'era stato e di cosa non c'era stato.
Un anno fa.
Quello che succede, vedi, è che io sto con lui. Ogni cosa con lui. Parliamo, litighiamo, ridiamo, ci prendiamo in giro. Ci guardiamo e carezziamo la faccia e baciamo le labbra e facciamo l'amore.
E poi
ogni notte
sogno te
ogni notte
io e te
ogni notte.
Non ho scampo dai sogni. Non capisco se sia la luce o il buio a mentire.
Forse entrambi.
.
Qualche volta riesce ad essere utile pure lei, insomma....
Perchè m'ero scordata bellamente del Meme azzeccatomi da Katika ...
Sei cose che mi piacciono.
Uno. La catena del Monte Rosa, nelle mattine in cui la luce è lucida come ghiaccio e il sole è appena sorto. Una meraviglia che mette i brividi e costringe a sorridere. E ringraziare.
Due. L'istante prima di prendere sonno, se le lenzuola sono tiepide, la giornata appena finita e quella che mi attende non mi rosicchieranno i sogni.
Tre. Galleggiare con le orecchie sotto il pelo dell'acqua. Immaginare che non esista altro rumore se non il ritmo sordo delle onde. Immaginare che tutto sia possibile, quando tornerò a sentire.
Quattro. Leggere.
Cinque. Le carezze sulla schiena e sul collo.
Sei . Gli istanti in cui sono esattamente lì dove sono e ne sono felice.
Come sempre, iniziare un meme sembra un'impresa disperata. Poi arrivi all'ultimo punto e ne hai pronti altri cento...Come sempre, inoltre, non riesco a decidere a chi passarlo.
Lo prenda chi vuole. Va bene?
.
Qualche minuto di prevedibile imbarazzo, all'inizio. Due persone che non si sono mai viste ma che, in qualche modo, si conoscono.
Dobbiamo posare i nostri culetti da qualche parte, per poter parlare. E qui è subito evidente che la ragazza mi ha sopravvalutato. Chiedi a me dove possiamo andare?? Con oculatezza e saggezza e prontezza ed infinita esperienza scelgo il primo bar e il primo tavolino in cui ci imbattiamo.
E ovviamente sto parlando troppo in fretta.
E ovviamente ordiniamo entrambe, dopo esserci accertate che quella cosa che mi sembra di reggere esista davvero, un Campari con l'aranciata amara.
Ci piace osare.
Il nostro azzardo viene premiato immediatamente da un quantitativo giustamente abbondante di cibo, su cui ci avventiamo con discreto appetito:

L'effetto delle prime sorsate è prevedibile. Comincio a ridacchiare, e lo so non perchè me ne accorgo ma perchè me lo fa notare lei. Per la precisione, minaccia di sputtanarmi. Alle sue spalle il Duomo sfuma nei contorni e nel colore.
Credo solo per estrema generosità e bontà d'animo, confessa di avere lei pure qualche problema di messa a fuoco dello sfondo, Piazza Cordusio.
Comunque.
Ormai conosciamo gli occhi l'una dell'altra. I suoi sono verdi.
Non si stenta a credere che possano guardare senza abbassarsi un soldato armato ad un posto di blocco, o ad un confine di Stato. Ti ispirano anche la voglia di partire, come lei fa così spesso, e l'invidia per il sapere che non potresti, tu, fare altrettanto.
Parliamo dei rispettivi lavori. Poi di qualcosa di più intimo. Buoni consigli reciproci. Per l'amor del cielo, fate quel che dico e non quello che faccio...
Non mancano le occasioni per ridere di noi stesse, nè quelle per sfotterci vicendevolmente e nessuna di queste occasioni viene mancata.
E poi è l'ora di prendere il treno. E poi non si può mica raccontare tutto così, in un blog, diamine...
Un unico rimpianto, la pizzetta che è rimasta nel piatto e che nessuna delle due ha mangiato.
Una confessione, ma qui lo dico e qui lo nego, la gara delle tette la vince lei. Senza dubbi....
.