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"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
winterblossom in Questione di scelte
cinas in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
Bostoniano in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
giapatoi in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
superpomettomel in Questione di scelte
xanthippe in Questione di scelte
gattosecco in Questione di scelte
Anima Inquieta
bosco di viole e ciclamini
desillusion
diazepam
essenzialmente inutile e assolutamente innocente
gattosecco
Giapatoi
Mammaepoi
Mint
Neurostimolazioni Interattive
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Single o zitella
So British
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Stai perdendo il mio tempo
superpomettomela
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VoloLibero
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bestie
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la scuola-ola
lacquisto del secolo
lecorna
libri
ma anche no
mah
mi frullava in testa
miseria e nobiltÃ
non ho i soldi per la psicoterap
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pensieri e parole
perfidia
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potevo anche risparmiarmelo
ricordare
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segretarie
senza vergogna
storie
superfici riflettenti
teardrops
the boh side of the moon
the fond of the baril
un passo dietro laltro
utente anonimo
velleitÃ
vi spezzo le zampine
vicini
waiting for
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Ho sognato che sceglievi, fra le mie cose, un pastello arancione.
Non ho visto quali segni hai tracciato sul foglio perchè l''acqua ha cominciato a filtrare dal soffitto, dalle pareti.
Mentre io cercavo di asciugare il muro con uno straccio, da dietro mi hai abbracciata e appoggiato il viso sul collo e baciata e toccata. Mi hai guardata.
Questa mattina ho annusato una pipa di legno scuro, spenta da trent'anni, e ho sentito l'odore sottile e dolce del tabacco.
La sostanza delle cose è impregnata dei fantasmi di ciò che è stato.
Inutile stupirsi delle ombre.
- Toc toc toc, sono il tuo inconscio.
- Proprio te cercavo. Vedi che mi sono rotta di svegliarmi nel cuore della notte o all'apparir del tremore aurorale per capire che minchia di sogni ho fatto. Hai rotto, chiaro?
- No, ohi, ti sei svegliata perchè c'avevi sete.
- No, ohi, mi sono svegliata per interrompere il grazioso sogno che m'hai graziosamente fatto sognare. Mi sarei altrimenti svegliata alle 7 e mi sarei accorta che avevo sete.
- Parliamone allora. Credi che sia gratificante per me essere il tuo inconscio? No, dico, c'ho dei colleghi che possono, con profitto, attingere al magma colorato delle immagini archetipiche dell'inconscio collettivo e io, io, io sono ridotto a farti sognare questo.
- E parliamone allora. Io conosco gente che fa meravigliosi misteriosi sogni e si chiede che avrà voluto dirmi il mio inconscio, oh, dovrei verificare fra le immagini archetipiche dell'inconscio collettivo, oh, com'è complessa la mente umana, oh, com'è ricco il mio mondo interiore, e invece io, io, io mi ritrovo a sognare 'ste cose che manco i bambini dell'asilo.
- Ma è ovvio. Credi che non abbia provato? Pensaci bene. C'ho provato! Se non funziona, se non capisci, io semplifico. Ti faccio pure gli schemini. Ti scrivo le istruzioni, ti do delle priorità, ti faccio un elenco puntato.
- Ma che fai? Come osi? MI tratti come una ritardata? Io ho capito tutto. Io so!
- Sì, non sei stupida ma non ti applichi. Diciamo così.
- Oh ma che fai? Mi dai i voti? Stordito!
- Ecco brava, insultami. Tanto t'aspetto al varco come Freddy Krueger. Ci vediamo stanotte.
- Fanculo.
- Vado, scusa ma sono stanchissimo, ora mi faccio un bel riposino. Ah. Guarda che fai tardi, vai pure tu.
- Fanculo fanculo fancuuulo
Ho mentito
no, non così poco, così poco non sarà mai.
Me lo chiedevo, nella bocca ancora chiusa sul cuscino, dietro le palpebre la sua faccia in bianco e nero
come una foto, il sogno
mi chiedevo se è sufficiente sapere che non gli è successo nulla
che sta bene
è quello che ho detto, dopo aver quasi strappato fuori quella musica che mi stava gonfiando la memoria
ho detto
mi basta sapere che sta bene
Ho mentito.
Attraverso quali fessure della lontananza di oggi
ti chiedo
si è insinuata con tanta chiarezza e luce l'immagine di quell'istante
vedi?
Riesce ancora a chiedermi come ho potuto non aprire la porta
non farti entrare
più nitida di quello che stanno vedendo i miei occhi
Non sarebbe cambiato nulla
se non il peso delle mie mani aperte
dimmi tu perchè l'ho fatto, ma
non tornare a mescolarmi le carte dei sogni
a leccare gli angoli della mia solitudine.
Riesco a sentirmi in colpa anche mentre sogno.
No, non ricordando cosa ho sognato. Proprio mentre sto sognando.
Son traguardi, eh.
Stamattina c'era la nebbia
era autunno, fuori.
Nel sogno non mi stupivo che fossi seduto di fianco a me.
Ti prendevo le mani e baciavo le dita, e i palmi.
Piegavi la testa fino a nascondere il viso contro la spalla e piangevi.
Allora ti afferravo le braccia, costringevo la tua pelle a guardare me. Ti ho abbracciato, senza desiderio. Neppure il tuo era desiderio.
Volevo solo che tu fossi felice
che fossi felice io.
C'era la nebbia stamattina. Ma non è autunno.
I sogni mi raccontano un'altra vita
bisbigliano gesti che non conosco, tornano a farmi grattare con le unghie dove si è posata la polvere
il regno tiepido delle scelte già fatte
l'assoluto di ciò che è
compiuto
I sogni dicono ogni cosa
non
se sono bugia o verità
Alle 6.20 di questa mattina mi sono ritrovata ansimante e sotto shock avvoltolata nel mio piumone.
Quello che succede, vedi, è che io sto con lui. Ogni cosa con lui. Parliamo, litighiamo, ridiamo, ci prendiamo in giro. Ci guardiamo e carezziamo la faccia e baciamo le labbra e facciamo l'amore.
E poi
ogni notte
sogno te
ogni notte
io e te
ogni notte.
Non ho scampo dai sogni. Non capisco se sia la luce o il buio a mentire.
Forse entrambi.
.
Nel sogno ero all'aperto, in un prato. Davanti a me, ad una certa distanza però, c'era un uomo che stava per lanciare qualcosa, a me forse.
Quello che ha lanciato, però, ha colpito il ramo di un albero proprio mentre stava per appoggiarsi un uccellino.
L'uccellino è caduto a terra.
Io sono corsa urlando sotto l'albero, l'uccellino era vivo ma come irrigidito, con una lunga scheggia sottile che gli trapassava la testa, proprio sopra l'occhio destro.
Io ero disperata, mi sono voltata e ho chiesto a Cristina, una compagna delle elementari che non vedo da anni, di togliere la scheggia, mentre io continuavo a tenere ferma quella creatura tremante.
Lei l'ha fatto.
Nella disperazione del sangue che cominciava a scorrere sotto la pelle dell'uccellino fino ad annegare l'occhio, mentre moriva, mi sono svegliata senza fiato in bocca.