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"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
cinas in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
Bostoniano in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
giapatoi in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
superpomettomel in Questione di scelte
xanthippe in Questione di scelte
gattosecco in Questione di scelte
LoadingMind in Questione di scelte
Anima Inquieta
bosco di viole e ciclamini
desillusion
diazepam
essenzialmente inutile e assolutamente innocente
gattosecco
Giapatoi
Mammaepoi
Mint
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pensieri e parole
perfidia
piedologia applicata
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potevo anche risparmiarmelo
ricordare
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segretarie
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teardrops
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the fond of the baril
un passo dietro laltro
utente anonimo
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vi spezzo le zampine
vicini
waiting for
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Tu non l'hai notato? Non saprei, cioè, la situazione di partenza è già così compromessa che... Sì, siamo d'accordo non serve ribadire sempre, dai. Io me ne sono accorta con quella cosa del, non riesco neanche a dirlo, del tavolo ecco. Il tavolo dell'Ikea che hai smontato in fase di montaggio? Già. Cioè, se penso a quelle gambine di tenero truciolato, sbriciolate, letteralmente guarda, sbriciolate. Dai, non è colpa tua, dopo tutto... E no, prima di morire così han gemuto, si sono dibattute. Hanno scricchiolato per interi minuti. Un'agonia praticamente. E io giravo, giravo quel coso, che è, 'na brugola?, tutta contenta. Guarda, te lo confido: ero lì che assemblavo, avvitavo, inserivo e mi beavo della mia perizia, capisci la somma stupidità vedo che la capisci, e mi dicevo Winter ma chi sei - enfasi sulle vocali tipo maaa chiii seeii - e... Ancora con quella fissazione di Mc Gyver? Eh sì. Ma chi sei Winter - dicevo - Mc Gyver ti fa una pippa a te, ti fa. Io comunque ti avevo avvertita che tutta 'sta boria da faso-tuto-mi ti si sarebbe rivoltata contro. Come il cane. Comunque quella è stata solo un'avvisaglia, un primo crollo. Quindi tu dici che sei peggiorata? Vedi da te: il giorno dopo, un episodio a caso sai, stavo parlando con la psicopedagogista. Tutta sospirosa, le dico Oh ma tu non sai che sollievo venire a lavorare qui (visualizza il suo primo sguardo perplesso), ma sì, certo (mio ampio gesto della mano che abbraccia cose animali persone in un raggio di 50 metri e soprattutto Daniele che si sta riempiendo le mutande di sabbia), la concordia, soprattutto, l'armonia fra i colleghi (visualizza prego uno sguardo che non è più di perplessità ma di puro sconcerto)! Se tu sapessi che rospacci ho dovuto ingoiare senza cipire quest'anno, nelle altre scuole! Vabbè, che c'è di male in queste considerazioni? A parte il fatto che, come mi ha gentilmente raccontato una collega un po' più sveglia, il giorno prima durante l'equipe avevano litigato tutti con tutti tipo la direttrice con lo psichiatra lo psichiatra con la pedagogista la pedagogista con metà degli educatori e metà degli educatori con l'altra metà e che tutti odiavano tutti? A parte questo intedi? Devo continuare? No no, per carità. Temo che tu abbia ragione sai? Anche il fatto che tu stia parlando da sola, Winter, non vorrei azzardare diagnosi ma, insomma, non depone a tuo favore. Sto parlando da sola dici? Certo. Non vorrei allarmarti, bada, però, hai mai pensato alla possibilità che il tuo stato mentale sia... No, ti prego non dire quella parola no... Ma io devo! Mai pensato che questo tuo stato lacero confuso, Winter, sia non solo grave gravissimo e risibile e pericoloso per te e per la società tutta ma addirittura de-ge-ne-ra-ti-vo?
Che la serata si apre male con il sopracciglio alzato della cameriera che si rifiuta di scrivere Acqua naturale. Te lo fa ripetere, sempre guardandoti schifata che ti senti obbligata a precisare che A me la pizza mi fa venir sete. Che dov'è finita la cameriera solita che sembra un manico di scopa tagliato a tre fette per il lungo, la fetta centrale per la precisione, e che è tanto tanto gentile. Che questa Svetlana c'ha un accento di Svetlania che al solo sentirlo la popolazione maschile del locale viene colpita dalla sindrome della mutanda stretta. Che sia chiaro che una camicia più larga avrebbe consentito movimenti più fluidi tipo arrivare a stendere i gomiti e poi sono certa che una simile compressione toracica può causare problemi respiratori, specie alla popolazione maschile di cui sopra già provata dalla sindrome di cui sopra.
E passi.
Ma che mi si lasci sproloquiare tutta la sera, dicendo la qualunque su qualunque argomento, dal Silvio a Stieg Larsson, con un dannatissimo verdissimo spinacio infilato fra gli incisivi, che te ne accorgi solo quando sei a casa davanti al tuo specchio con in mano il tuo spazzolino da denti, e che ripensi all'ultimo aperto sorriso che hai lanciato alla Svetlana, sorriso che volevale significare Sei più alta solo perchè c'hai quei tacchi stronza e poi l'abbronzatura ti sta malissimo e che lei avrà pensato No, a te lo spinacio invece sta da dio
ecco, questo
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
E' il giorno di Natale del 2004.
Winterblossom apre, con mano tremante e sudarella, il pacchetto che le ha appena consegnato, con mano tremante e sudarella, l'uomo che è il suo fidanzato da sette anni.
Winterblossom suda e trema perchè sa che potrebbe esserci qualunque cosa, in quel piccolo pacco rigonfio di fiocchi. L'anno prima aveva ricevuto un elaborato fiore di cristallo Swarowski del valore di 410 euro. Lei, quei soldi, li avrebbe investiti diversamente, diciamo così, ma il solo pensiero di quell'uomo alto e imbranato che si muoveva fra fragili creature di luce l'aveva riempita di commozione e gratitudine.
Il biglietto non l'ho scritto, ti dirò poi, lo so che dovevo ma io, ecco.. Bofonchia il fidanzato, mentre Winterblossom scopre di avere tra le mani una scatoletta rosso cupo, di forma e dimensione tali da non lasciare dubbi sul proprio contenuto prezioso.
La ragazza spalanca la bocca ma non proferisce suono. Il terrore è assoluto. Se è quello che sembra, e cazzo non può essere altro, l'abisso che si spalanca davanti a lei è insondabile.
Ma io lo so che non mi ami
io lo so
pensa mentre guarda il più meraviglioso anello di fidanzamento mai visto.
Ma se mi ha regalato questo, si costringe a pensare, è perchè non sa dirmi che mi ama ma m'ama. L'ha forse capito alfine? Ovvio che sia così.
Winterblossom passa due settimane di lieve felicità.
L'anello, pegno di sicuro amor, ha trovato dimora al medio della mano sinistra.
Ed è quindi con sincero sconcerto e lacerante dolore che si sente dire, nel corso di una lacrimosa lite di metà gennaio (Scusa, ma allora chi te l'ha fatto fare di regalarmi 'sto anello?), che, in realtà, il prode fidanzato avrebbe voluto regalarle un'altra cosa.
Che sì, insomma, aveva chiesto aiuto alla di lei sorella per la scelta dell'anello e che poi non aveva più osato cambiare idea, ma che avrebbe tanto tanto voluto regalarle una macchina per fare la pasta in casa.
Winterblossom non è nuova alla profondità della disillusione. Spesso sa di essersi ingannata, di aver confuso le prospettive, di avere costruito piramidi scivolose di fantasie.
Guarda l'anello. E no, par proprio vero.
Lo sfila. Non lo metterà mai più.
Una macchina per la pasta. In sette anni non ha neanche capito che mi piace impastare a mano.
.
Io ho provato a convincerla con la forza della ragione e della pudicizia. Ma non ne vuole sapere, quella pazza spudorata della Winter. Ecco, adesso è lì, davanti all'armadio, a scegliere il vestito per stanotte. Farei meglio a dire costume, in realtà.
Ha saputo, la sventurata, che Lo Sconosciuto giace (nel senso di: ha il proprio giaciglio) in una camera da letto a soli QUATTRO scalini dal piano terra. Medita di irrompere rumorosamente nella di lui dimora e approfittare del suo corpo! E, a giudicare dal costume da Cat Woman che ha scelto proprio adesso (e che fra parentesi le sta benissimo), direi che voglia azzerare il dislivello con una rondata e un salto triplo...
Ho provato a convincerla, dicevo. Io so, so che tutto ciò che interessa allo Sconosciuto sono le sue ben noti qualità ortoflorovivaistiche ed edilizie. Io SO che, dopo aver detto ad un uomo la parola "lumachicida", non si può sperare che ti metta in mano altro che una vanga.
Oh mamma....guardate che completino intimo ha scelto...
Come faccio a lasciarla uscire così (posto che sulle Ferrovie Nord possa viaggiare vestita da pussy cat), impregnata dall'odore dell'attesa, colma nel cuore e nella carne di amorosa trepidazione?
Non posso.
Devo abbatterla.
Colpo secco alla nuca.
Sbam. Bonk.
.
Non volevo farlo, davvero. Non è stata colpa mia. Lo so, lo so, avevo giurato di stare lontana dal Brico, lontana dagli Obi.
Io ho solo tolto due mensole
che poi han lasciato quattro buchi enormi
e han rivelato due strisce di muro non imbiancate
e
il topo il gatto il cane il bastone il fuoco l'acqua il bue il macellaio l'angelo della morte
...alla fiera dell'Eeeest.
Ci sono stata costretta, insomma.
Perchè le pareti della cucina non mi piacciono, sono estremamente irregolari, sì sì. Come potevo procedere alla tinteggiatura senza rimediare? E poi io sono per le soluzioni radicali.
Finitura a gesso (parete di sinistra).

Se carteggiate una parete finita a gesso, specie se non fate lo stuccatore di mestiere e producete una certa quantità di scarto, dovete mettere in conto che qualsiasi superficie orizzontale o verticale o comunque orientata nel raggio di un chilometro sarà poi ricoperta da circa 2 cm di fine polvere bianca.
Fra le superfici imbiancate andate conteggiati anche voi.
Per fortuna, insomma, c'è chi mi aiuta...
Con questa mia
magnifico e lodo la munifica gentilezza della cara Expecting, da noi tutti amata e venerata, (sembra un elogio funebre, ohi ohi)
la quale, a dispetto della stanchezza e dell'afa estiva, si è recata in un ufficio postale per farmi dono di una pasta all'hennè originale Afghana, con la quale ho appena fatto questo:

E' vero, Expecting è adusa alle più bieche pratiche vivisezionistiche, ma a noi, francamente, che ce ne frega delle vacche?
La cacca del vostro cane non si smaterializza. Non verrà teletrasportata su un altro pianeta.
Per quanto lo vorreste, non si decomporrà nemmeno da sola. Perchè torni a far parte del ciclo naturale e diventi qualcos'altro, qualcosa di innocuo e inodore, passerranno settimane, mesi, anni.
La dovete raccogliere e smaltire. Voi. Sì, lo so che l'ha fatta lui, ma la dovete raccogliere voi.
La cacca del vostro cane non favorisce la crescita dell'erba, come inopinatamente e ingenuamente suggerisce qualcuno. Una cacca di cane lasciata nella sua sede di deposizione brucia l'erba sottostante. Quando toglierete infine la cacca, troverete dei fili giallastri e velenosi.
Insomma, se dovete trovare una scusa che giustifichi la mancata raccolta del rifiuto organico, non pensate alla palla del concime biologico.
Non passate la taglia-erba prima di avere appurato che ogni cacca di cane sia stata raccolta. Non vi conviene. E non fingete di non averla vista per non doverla raccogliere: quando sarà frantumata dalle pale insieme alla tenera, profumata erba, capirete perchè le taglia- erba non sono generalmente utilizzate per altro che per tagliare l'erba.
Il vostro cane non è stitico. Non lo sarà mai. Se cercate di variare la sua dieta per diminuire la produzione fecale quotidiana, che voi ritenete certamente eccessiva e offensiva del senso della misura che vi sta tanto a cuore, sappiate che otterrete solo un' abbondantissima diarrea.
Il vostro cane non mastica nè metabolizza il mais. Non utilizzate il cane come pattumiera per i vostri avanzi a meno che non vogliate vedere del mais intero (esattamente uguale a quello che avete mangiato a cena nell'insalata) artisticamente frammisto alla materia fecale. Potrebbe essere uno shock, ma anche interessante. Dipende da voi.
Infine.
Il vostro cane non è un gatto. Anche guardandolo intensamente e minacciosamente non comincerà a cacare in igieniche graziose buchette del terreno.
Rassegnatevi.
Io non l'ho fatto, ma voi siete migliori di me...
.
- Signorina!
- Dica, dica, immobile vecchina compagna di stanza di WinterMum!
- Signorina, dica alla sua mamma di non preoccuparsi, chè gli antidolorifici che ci danno sono lassativi (occhiolino). Guardi, io a casa (mima lo sforzo fisico, con tanto di nocche fra i denti, della spinta inutile d'una massa fecale recalcitrante), capisce?
- ...
- Ecco, qui, guardi, son gli antidolorifici, non ho nessun problema. Dica alla sua mamma di stare tranquilla.
- Mamma, stai tranquilla, dice la vecchina immobile. Farai la cacca grazie agli antiinfiammatori.
WinterMum non sembra soddisfatta all'idea di defecare in posizione orizzontale RESTANDO a letto. La vecchina sì.
Dopo pochi minuti, comunque, la vecchina immobile suona il bottoncino rosso e un'infermiera si palesa.
- Devo scaricarmi!
- Ha già il pannolone! Faccia, faccia pure cara! Torno dopo a cambiarla.
Winteblossom sta leggendo tutta compita l'ultimo romanzo di Nick Hornby, quando viene letteralmente circondata dall'odore rancido della cacchina spontanea della non-più-stitica-vecchina. Lei che può si allontana furtivamente dalla stanza, WinterMum si rifugia discretamente sotto le lenzuola.
Devo scoprire di che farmaco si tratta. Deve essere tolto dal mercato. Credo si possa classificare agilmente come arma chimica...