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"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
cinas in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
Bostoniano in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
giapatoi in Questione di scelte
winterblossom in Questione di scelte
superpomettomel in Questione di scelte
xanthippe in Questione di scelte
gattosecco in Questione di scelte
LoadingMind in Questione di scelte
Anima Inquieta
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desillusion
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gattosecco
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Quando l'ha vista, all'uscita da Brera, nell'afa densa del pomeriggio milanese, Winterblossom ha capito che doveva essere sua. Subito.
Un amore a prima vista, un amore talmente amore che ha deciso di lasciare un laconico bigliettino che troveranno i suoi eredi componendo la sua bianchissima salma (quindi deve metterne uno in ogni tasca di ogni vestito), bigliettino in cui scrive di toglierle subito quella camicina bianca da cadavere che hanno scelto per dare risalto al suo colorito e darle degna sepoltura con la sua borsa.
La sua borsa col gatto (FOTO 1 AL COMMENTO 1). Un tenero gattino monello che fa capolino dalla tasca sul davanti, cù cù par che dica.
Saltellando lieve sul selciato, Winterblossom si appresta ad un immediato trasloco delle sue cose dalla vecchia borsa a quella nuova, quand'ecco che il cielo si oscura mandando cupi rombi ed un urlo prorompe dalla gola della poverina, assordando i piccioni e i passanti.
Ha aperto la tasca, miserella, per metterci le caramelle e le matite (FOTO 2 AL COMMENTO 2)
Non
è
un
gatto.
Il fatto che da due settimane circa, con l'implicita intenzione di accelerare, Winterblossom scali dalla quinta alla quarta, pensando di essere in terza, ci significa che:
- deve quanto prima comprare un'auto che non le dia l'impressione uditiva di avere un reattore sotto le chiappe quando supera i 90 km all'ora.
- è un'autista fortunata. Sa con certezza di gente che dalla quinta ha cercato di mettere in retro. Con risultati drammaticamente definitivi.
- sarebbe opportuno che smettesse di pensare a cose che stanno ferme e altrove mentre è in movimento e esattamente lì dove sta la macchina.
- non ci significa niente di diverso dal consueto stato confusionale in cui versa la fanciulla da diversi lustri.
I benefici di talune situazioni apparentemente svantaggiose si palesano spesso in maniera indiretta.
Da quando presi la patente da privatista - stendiamo un velo pietoso sul COME, prego, vi basti sapere che la mia istruttrice di volo è stata mammina - ho sempre guidato graziose solidissime utilitarie di seconda o terza mano. Una Fiat 127 rosso amaranto, schiantata ( "E ma qui c'è il semiasse che sta insieme con il vinavil, signorina") dai carichi di legna da ardere, una Fiat Uno blu notte, rigorosamente non metallizzata, che si spegneva ogni volta che si schiacciava la frizione, non solo, intendo, quando si scalavano le marce ma anche e con maggior gusto quando si accelerava. La mia piccola Matiz grigio perla (e marrone fango), da ultimo.
Bene. Come forse qualcuno sa, queste scatolette vanno guidate con piglio e autorevolezza. Per frenare si deve pigiare con energia il pedale del freno, per accelerare schiacciare a tavoletta il pedale dell'acceleratore, per cambiare impugnare e scuotere senza pietà la leva del cambio. Soprattutto, per sterzare è assolutamente indispensabile aggrapparsi a due mani al volante e costringerlo ad adeguarsi alla nostra di noi padroni volontà, con forza bruta e inoppugnabile, calcolando al contempo l'attrito degli pneumatici sgonfi sull'asfalto e lo spanamento della convergenza.
E' faticoso, in una parola.
Ma arriva il giorno in cui percepirete come questo allenamento pluriennale vi possa salvare la vita o quanto meno le chiappe.
Se dovesse capitarvi, un esempio assolutamente casuale eh, che un alex qualsiasi decida di fare la sua Scena Madre alla Mario Merola, con tanto di urla e lacrime e insulti, su un marciapiede, attaccato alla recinzione di una casa, realizzerete che la capacità di simulare la più totale impassibilità e mancanza di sforzo, mentre state invece mettendo in campo tutte le vostre energie muscolari per non essere trascinata lungo la succitata recinzione dal vitello furente, convincerà le decine di spettatori occulti che occhieggiano da dietro le tendine delle case circostanti che non state cercando di rapirlo.
In estrema sintesi, se non avessi sempre guidato dei catorci, i pensionati che si sono goduti la scena avrebbero chiamato i vigili, invece di ridacchiare pontificando sul degrado dei costumi giovanili.
.
Solo il ridicolo particolare della miseria incombente ha impedito alla cara Winter di gettarsi sui saldi con la stessa beata gioia con cui zio Paperone affonda il becco nelle monete d'oro. E' da settembre, almeno, che va ammorbando amici e parenti con le anticipazioni sulle decine di capi viola e grigi che si comprerà a gennaio (adesso!). Non si capacita come sia possibile, del resto, che solo quest'anno la moda invernale abbia deciso di piegarsi ai suoi personalissimi gusti! Si chiama o no, perdiana, Winter Collection?
Eppurtuttavia ha deciso d'essere morigerata, e solo stasera si è comprata un delizioso vestito in maglia, viola (ma va'?), che la costringerà a mantenere per sempre la linea sfinata regalatale dall'ormai passata influenzina gastrointestinale. Si avvia con passo fiero all'uscita del centro commerciale, quando l'occhio le cade su degli economicissimi ombretti - 3 euro - della Kiko. Entra, con la vaga idea di comprarsene uno scuro, nero magari, per sottolineare la sua indole da street fighter (chi ha riso?), quando viene raggiunta proditoriamente, alle spalle, dalla commessa.
- Come posso esserti utile?
La Winter capisce all'istante che la ragazza è astuta e agguerrita. Lungi dal farsi scoraggiare dalla sua aria da "Non mi scassate scelgo da sola pago arrivederci", comincia ad incalzarla con domande sempre più precise finchè riesce a inchiodarla sullo sgabello del trucco. Punto luce sotto l'arcata sopraccigliare, viola qui, nero lì, mascara ovunque, fard (ahhhhhhhhh) - questo-te-lo-consiglio-ti-sta-benissimo, guardati.
Winterblossom non ha mai avuto tante polveri minerali sulla faccia, neanche dopo aver cartegiato la parete finita a gesso.
Ora deve pagare pegno, lo sa. Deve scegliere.
Esce da lì con una borsa che pesa il doppio di quella che contiene l'amato vestito.
Ha comprato un ombretto nero, uno ciclamino, una cipria compatta, due piumini da cipria, un pennello in setole naturali, un mascara. Potrebbe essere abbattuta. Potrebbe, ma è riuscita a rifiutare un fondotinta, almeno tre ombretti di improbabili colori fèscion, il fard marroncino, lo smalto viola e lo smalto trasparente, il gloss e il rossetto.
Perchè le commesse la spaventano come i vigili con la paletta in mano.
UN'IMMAGINE CHE NON LASCIA TRASPARIRE L'EFFETTO "LIVIDO DA IMPATTO" DELL''OMBRETTO VIOLA....
Non vedo proprio perchè dovrei aspettare un anno per rimetterle, insomma...